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Fermata d’autobus

 
  1. FERMATA D’AUTOBUS

    Napoli, 1958
    Gino e Rosario, appena usciti dal cinema, s’incamminarono lungo via Salvator Rosa.
    La salita era ripida, c’erano circa quattro chilometri da fare e speravano di prendere l’autobus notturno. Era già mezzanotte, quindi le corse dovevano essere cominciate da una mezz’ora.
    Cercarono con gli occhi la fermata e videro, un centinaio di metri sopra di loro, una decina di persone che aspettavano sul marciapiede. Si incamminarono in quella direzione.
    Era una notte d’autunno, molto umida, e cominciava a calare una coltre di nebbia. Rosario e Gino affrettarono il passo, pensando che l’autobus fosse in arrivo.
    Non si erano sbagliati. Dopo qualche istante sentirono il suono inconfondibile di un motore e si voltarono. L’autobus era appena comparso dalla curva sotto di loro.
    Dovevano percorrere ancora poche decine di metri. Guardarono di nuovo la fermata e rimasero stupiti. Tutte le persone in attesa, che erano lì un istante prima, erano scomparse.
    Rosario e Gino non ebbero il tempo di pensare a cosa fosse successo, perché l’autobus era ormai in arrivo. Salirono sul mezzo. Sopra, oltre all’autista, c’erano altri due uomini: uno anziano e uno giovane.
    Rosario disse:- Ma le avete viste anche voi le persone che stavano alla fermata? Avete visto dove sono andate?
    Il passeggero giovane, che era seduto davanti, di lato all’autista, disse: – No, alla fermata non c’era nessuno.
    Gino disse:- Ma non è possibile! Li abbiamo visti benissimo mentre salivamo per il marciapiede. Erano almeno una decina.
    Inaspettatamente, intervenne l’autista:- Io non ho visto nessuno. Ma, devo dire la verità, l’anno scorso, sempre nel turno di notte, facendo questo tratto, vidi una decina di persone alla fermata. Mi sembrò strano, perché di notte è difficile trovare tanta gente tutta insieme. Comunque, quando fermai e aprii le porte, non c’era più nessuno, erano scomparsi. La stessa cosa è successa anche a due miei colleghi, sempre in questo punto.
    Ci fu un attimo di silenzio. Poi il vecchio disse:- Ma avete riconosciuto il posto?
    Gli altri risposero :- No.
    Il vecchio riprese: – Quella è la fermata dell’incidente, ricordate? L’11 Novembre 1953, il mezzo che stava scendendo da via Santacroce sbandò e travolse la gente che stava aspettando alla fermata dal lato opposto. Ci furono dieci morti.
    Gino disse :- Ma che giorno è oggi?
    Il passeggero giovane rispose :- Il 10 Novembre.
    Ma Rosario aggiunse :- No. La mezzanotte era già passata quando siamo usciti dal cinema. Oggi è l’11 Novembre.

Robofilia

La macabra inquisizione feticista del Vaticano, dopo secoli di crimini pedofili e genocidi,ha cambiato tattica per lavarsi le mani delle sue sanguinose orge e ha dato l'incarico alla cibernetica online di costruire strategicamente fantastici manchuriani e cyborg di una bellezza straordinaria per tutti i gusti erotici dell' umanità, senza limiti di fantasia...

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Lacrimae

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Il dottore

Stanza bianca: un classico.

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